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ARCIPELAGO DELLE ISOLE PONTINE

Palmarola

palmarola

Palmarola è un miracolo: isola di una certa grandezza che riesce ad essere praticamente integra malgrado disti poco più di sessanta miglia da una grande metropoli d'Italia come Roma.
Pochi ad apprezzare quella sua condozione di solitudine, di silenzio, di vuoto, di meraviglia.

Ponza

Ventotene

Zannone

Palmarola, sola con le sue rocce vulcaniche multicolori e le acque trasparenti e profonde, miraggio di fondali da esplorare e scoprire. Palmarola, stupefacente nel suo sonno protetto, cullato da un mare trasparente, sussurrante, rassicurante.
Oggi è riserva naturale protetta; ma l'isola, per la sagezza tradizionale dei ponzesi, da sempre è stata protetta. Per questo è salva.

Zannone è parte viva del Parco nazionale del Circeo; è sorvegliata da guardie forestali. La "casa del faro" evoca il ricordo di vecchi film del mistero e d'avventure. Nella casa del custote visitiamo i ruderi di un convento mediovale, e la fantasia di nuovo galoppa, immaginando la vita di una comunità alla ricerca di Dio, forse attraverso il diretto contatto d'una natura amica, solenne, sconfinata.
Sconfinata, anche perchè questo piccvolo universo isolano riesce a cofonderli, i suoi confini.
Sfumano l'uno nell'altro quelli del mare.
Sono trasparenti al punto da parere uno specchio quelli tra il mare alla superficie e i suoi fondali.
A Zannone il mondo sottomarino riflette la realtà dell'isola in superficie: coperta dal manto di fitto bosco verde, fuori, un altro bosco copre molte pareti dei suoi fondali: selve di gorgonie fitte e fluttuanti, e quando accendiamo le nostre lampade, il cupo viola delle loro chiome diventa rosso fuoco.

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Ventotene attira non solo per la bellezza e non solo perchè da luogo di pena è diventato luogo di vacanza; ma forse anche perchè la "Roma marina", altrove solo un rudere, qui è viva.
Infatti è ancora operante il suo porto, di grande suggestione per chiunque capisca cosa significhi gettar l'ancora in uno spazio marino attrezzato, in un lembo di tempo antico per il quale duemila anni non sono passati: il molo di questo porto e le sue bitte, i suoi magazzini tutti scavati al vivo nella tenera roccia vulcanica locale, sono gli stessi di un tempo.

A Ponza lo scenario d'insieme e le quinte di contorno offrono la scenografica vista d'insieme, che rende il suo approdo tra i più belli del Mediterraneo.
Ponza fu, due millenni fà, luogo d'esilio per importanti personaggi come Agrippina e forse anche Nerone.
Già l'arrivo affascina: il delicato semicerchio di case rosate e bianche che circonda il porto, il piccolo cimitero e il profilo dell'isola offrono visioni di commovente bellezza.
Ponza, se vogliamo, è, più che un'isola, una stretta e tormentata cimosa di roccia che nell'orlo craterico mantiene la forma ma che millenni di mareggiate hanno corroso e smargiato conferendole un profilo di costa tormentato e interessante.
I fondali sono di ua varietà e di una bellezza mai visti: pareti in ombra coperte di gorgonie ed alghe rosse, praterie di posidonie che ondeggiano alle correnti, massi e macigni tappezzati di pavoie ed acetabularie delicate.

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